martedì 26 agosto 2025

A PIEDE LIBRO n.152 - Che fine ha fatto Jessica Fletcher? - Federica Marchetti

A PIEDE LIBRO n.152
Intima ed irregolare rubrica libraria - Anno VI

CHE FINE HA FATTO JESSICA FLETCHER?

Attrice affermata, raggiunse la sua grande popolarità con la “la Signora in Giallo”, e pensare che il suo ruolo fu rifiutato da altre due sue famose colleghe: Doris Day e Jean Stapleton. 

Chissà, forse non poteva che essere quello il suo destino perché Angela Lansbury si era in precedenza misurata con due Gialli d’autore, grazie ai film tratti dai romanzi di Agatha Christie: “Assassinio sul Nilo” (1978) e “Assassinio allo specchio” (1980). Del resto la Jessica Fletcher ha delle chiare similitudini alla Miss Marple proprio di A. Christie, benché abbia avuto sin da subito una sua ben definita identità che l’ha contraddistinta da tutti gli altri personaggi di finzione.  

“Murder She Wrote” iniziò il suo ciclo il 30 settembre 1984 sul canale CBS ed ebbe subito un certo riscontro di pubblico. 

Jessica, vedova da tempo, diventa d’un tratto famosa con un suo romanzo, intitolato “Il cadavere ballò a mezzanotte”. È il nipote Grady (Micheal Horton) a proporre la bozza della zia ad un editore, il quale decide di darlo alle stampe. Inizia così la storia della più grande detective un po’ menagramo da quando esiste la televisione. Jessica vive in un favoloso paesino del Maine, inventato di sana pianta, dal nome Cabot Cove, che si affaccia sull’Atlantico e nel quale vivono i suoi 3560 abitanti. 

Nella realtà gli esterni sono stati girati dall’altra parte  degli Stati Uniti, a Mendocino, in California. Proprio a Cabot Cove saranno ambientati i migliori, i più divertenti e familiari episodi della serie (54 in tutto), con i ricorrenti protagonisti che andranno ad animare la quieta cittadina più criminale al mondo: gli sceriffi Amos Tupper (Tom Bosley, il quale poi mollò per passare a fare il protagonista di un’altra serie Tv, ossia “Le inchieste di padre Dowling) e Mort Metzger (Ron Masak), il dottore Seth Hazlitt (William Windom) ecc. sono dei capisaldi di quelle puntate girate nel paese di residenza della Fletcher. 

Ma le partecipazioni di nomi importanti della cinematografia son veramente tante e vanno da Martin Landau a un giovanissimo George Clooney, da Linda Blair a Tippi Hedren, da Paul Sorvino a Leslie Nielsen ecc. ecc. 

Rimane irremovibile nella mente del pubblico italiano la voce della doppiatrice di Alina Moradei, tant’è che ogni volta che viene mandato in onda il crossover con “Magnum P.I.” gli appassionati se ne lamentano, perché in quel caso la Moradei fu sostituita da un’altra sua collega.

Il produttore della serie fu il secondo amato marito di Angela Lansbury, Peter Shaw, il loro figlio Anthony diresse 68 puntate, uno dei fratelli di Angela, Bruce Lansbury, scrisse e produsse 26 episodi, altri suoi parenti recitarono alcune parti e la stessa Angela diventò a sua volta produttrice esecutiva dal 1993. Insomma “La Signora in Giallo” si trasformò un po’ in una cosa di famiglia.

12 stagioni per 12 anni, 263 episodi di cui 4 ambientati in Italia (a Genova, a Milano, a Roma e in Sicilia) non senza i tipici luoghi comuni sul Belpaese e sui ‘belpaesani’, per un successo che pare non avere fine, visto che la serie continua ad essere ripetuta tutti gli anni, interrotta solo da qualche breve sosta. 

Il pubblico non desiste, non si smette di vedere “La Signora in Giallo” e anzi in circolazione ci sono dei veri e propri gruppi di appassionati fanatici che passano all’attacco con le loro proteste a mezzo social o mail nel momento in cui nei palinsesti televisivi si sospendono temporaneamente le avventure di zia Jessy, come neppure avviene quando si impenna il costo della benzina. 

È inutile quanto mai parlare della sigla, la conoscono anche le pietre quella canzoncina, come è altrettanto superfluo dire che l’edizione americana abbia il seguente titolo “Murder She Wrote” - ripreso dalla battuta “Murder, she said” presente in “Istantanea di un delitto” di Agatha Christie - mentre ha del divertente sapere che l’edizione francese prese il titolo di “Arabesque”, quella brasiliana di “Assassinato por escrito”, quella tedesca di “Mord ist ihr hobby”… e chissà in cinese cosa ne uscirebbe fuori. Vizietto tipico italico è sempre quello di tradurre in ben altro modo i titoli originali di quasi tutte le puntate, ma questa è una vecchia storia, anzi una antica storia che affonda le sue radici nei secoli scorsi.    

Se si va a vedere le trame si nota che spesso sono le donne ad uccidere o danno mandato di uccidere i loro compagni, fidanzati, mariti o ex, insomma in questo senso “La Signora in Giallo” non è affatto allineata ai nostri tempi, risultando un pochino retrò, dato che oggi non si fa altro che parlare di femminicidi, anche quando non ci sono gli estremi per definire in tal modo un omicidio, ma tutto torna utile al pensiero dominante.  

43 sono i romanzi menzionati e che la Fletcher sta per scrivere o ha scritto durante le 12 stagioni, nella realtà invece di prodotti e ulteriori produzioni non si contano neppure tra le tante rappresentazioni teatrali, i pupazzetti, i cd-rom, i DVD e soprattutto un numero neppure facile da contare di libri, una cinquantina scritti solo da Donald Bain, e in continuo aumento, poiché più o meno esce un nuovo romanzo all’anno; quasi tutti son stati tradotti in italiano, tranne che per qualche caso eccezionale per quel che ne so.

“Durante la registrazione dell’ultimo episodio, UN FILE FATALE, Angela Lansbury non volle recarsi sul set. «L’emozione era troppo forte. L’ultima scena che girai nella serie fu quella nella quale l’attore Gregg Henry metteva una chiave nella mia tasca… piansi lungo tutta la scena ma il pubblico non la vedrà mai»”. Il 19 maggio 1996 finì tutto, Angela Lansbury aveva tentennato nelle stagioni precedenti, l’età avanzata la stava per far rinunciare ma proseguì. 

Tutto era iniziato con la doppia puntata pilota “Chi ha ucciso Sherlock Holmes” il 30 settembre 1984. Poi in TV fu mandato in onda un episodio a settimana circa negli Stati Uniti, mentre in Italia la serie approdò il 1° giugno 1988 in prima serata su RAI 1, ogni mercoledì sera alle 20:30; l’anno dopo andò a finire all’ora di pranzo, prima sui palinsesti della RAI poi dal 2010 in quelli di Rete 4, che offrì pure in prima visione il ‘crossover’ con Magnum P.I. e “Doppio funerale”, entrambe inediti, il secondo perché dal 1985, anno in cui fu trasmesso negli Stati Uniti, fu ritenuto fino ad allora un episodio un po’ troppo delicato per il classico pubblico della serie, in quanto la vittima nella storia era rimasta uccisa a seguito di una violenza sessuale. 

Mi accorsi della Signora Fletcher nei primi anni Novanta, al ritorno dalla scuola e subito dopo ai tempi dell’università. Già all’epoca quel telefilm mi colpì per quella garbatezza che ai tempi era venuta meno in televisione e che dopo, a causa di serie televisive sempre più brutali, venne completamente meno. 

Si cercò di prolungare il successo con 4 lungometraggi: “Vagone letto con omicidio” (1997), “Appuntamento con la morte” (2000), “L’ultimo uomo libero” (2001) e “La ballata del ragazzo perduto” (2003) ma la magia si era interrotta e poi una storia de “La Signora in Giallo” che superva i classici 45 minuti non poteva reggere.     

Altre curiosità: “Una telefonata misteriosa”, uscito con la 3ª stagione (1° febbraio 1985), è un chiaro omaggio ad Hitchcock, visto che, come a volte piaceva al regista inglese, la storia è girata quasi completamente nella casa di Jessica, o meglio nella sua stanza da letto, dove Jessica è bloccata a letto per un malessere. Riguardo proprio il regista inglese Alfred Hitchcock, un'altra puntata, “La casa delle tenebre”, è dedicata al suo “Psycho” (1960), perché girata agli Universal Studios di Los Angeles, dove si trova tuttora la casa di Norman Bates;  “La morte accetta scommesse”(sempre nella 3ª stagione, 22 febbraio 1987) fu lo spin off di un’altra serie: “Provaci ancora Harry”.
E questo è quanto, per il resto basta accendere la TV a pranzo e gustarsi o rigustarsi una puntata de “La Signora in Giallo”.  

N.B. “Che fine ha fatto Jessica Fletcher” è soprattutto una guida a tutti gli episodi, in cui si può leggere l’anno di uscita, la trama e gli attori di ogni puntata, è insomma un libro per i non pochi maniaci in circolazione de “La Signora in Giallo”, per coloro che non lo sono è meglio leggersi dell’altro.