venerdì 24 luglio 2026

Eliade e Guénon: un confronto

ELIADE E GUÉNON: UN CONFRONTO 
 
“Ho letto René Guénon piuttosto tardi e alcuni suoi libri mi hanno interessato molto, in particolare ‘L’homme et son devenir selon le Vedanta’, che ho trovato molto bello, intelligente e profondo. Ma vi era tutto un lato di Guénon che mi irritava: il suo lato polemico a oltranza; e il suo brutale rigetto di tutta la cultura occidentale moderna” e aggiungeva Eliade: “Vengo a conoscere numerosi dettagli appassionanti sulle origini del pensiero tradizionale (philosophiaperennis), cui si appellava René Guénon; semplicemente dei libri di filosofia e d’occultismo dell’inizio del XIX secolo. A dire il vero, René Guénon ha finito per scoprire, verso il tardi, le vere fonti, sia orientali che occidentali, delle tradizioni esoteriche […] Si può dire che questi libri, di una apparente banalità, che trattavano di filosofia, di framassoneria, di occultismo e che Guénon leggeva nella sua giovinezza, erano tutto ciò che sussisteva all’inizio del XIX secolo, degradato, mutilato ed anche camuffato, del contenuto della tradizione esoterica occidentale, parzialmente riscoperta nel Rinascimento”.
 
Si possono, in effetti, segnalare alcune fondamentali differenze tra i due:

1) sul cosiddetto Kali Yuga, cioè il deterioramento progressivo dei cicli temporali-cosmici, condiviso ma non in senso assoluto da Guénon, Eliade assunse una posizione molto critica, spiegando che il Kali Yuga fosse una rielaborazione brahminica dettata da una élite che si inventò una rappresentazione cosmogonica “terrificante”, cancellando in questo modo la classica conseguenzialità ripetitiva degli archetipi riemergenti sotto varie forme. 

D’altra parte Guénon non affermava però di credere ad una fine del mondo “una volta per tutte”, auspicava al contrario che “tutto deve ritrovarsi e servire da punto di partenza per l’elaborazione di un ciclo futuro”; 

2) in quel che chiamava “primitivismo” Eliade cercò l’Originario, la Verità Primordiale, quindi ad esempio nello sciamanesimo e nelle differenti forme sciamaniche di tutto il mondo e non solo, a suo avviso, vi si poteva trovare una qualche traccia dell’Origine del tutto, mentre Guénon vedeva nello sciamanesimo e in molto altro soltanto la deviazione, la deturpazione, il mascheramento del Primordio; 

3) idem per le iniziazioni, principii, accennidi iniziazioni dirette, parallele e indirette per Eliade le si potevano trovare nella vita di ognuno di noi, ogni giorno, per Guénon le iniziazioni non potevano invece non far parte di un processo complesso, continuato nel tempo, secondo antiche regole prestabilite.
 
Perciò Eliade valutava e rivalutava il mondo moderno in modo differente dagli esperti della Tradizione: “La prosa narrativa, soprattutto il romanzo, ha preso, nelle società moderne, il posto occupato dalla narrazione dei miti e dei racconti nelle società tradizionali e popolari […] si può dire che l’uomo moderno conserva ancora almeno certi residui di un comportamento mitologico […] Nel mondo occidentale, l’iniziazione nel tradizionale […] è scomparsa da molto tempo. Ma i simboli d’iniziazione e le trame iniziatorie permangono a livello dell’inconscio, specialmente nei sogni e negli universi dell’immaginazione”, per questi motivi le mode culturali e le scelte delle élites andavano attentamente vagliate, “Tutto ci porta a credere che la riduzione degli ‘universi artistici’ allo stato primordiale di ‘materia prima’ sia soltanto un momento di un processo più complesso; come nelle concezioni cicliche delle società arcaiche e tradizionali, il ‘Caos’, la regressione di tutte le forme nell’indistinto della ‘materia prima’ sono seguiti da una nuova Creazione, omologabile a una cosmogonia”, secondo il tipico schema “regressione-caotica-reintegrazione”, dove però una “ripetizione degli archetipi” non può non esistere. 

In tutto ciò l’aspetto religione poi non poteva certo sfuggire ad uno studioso delle religioni come Eliade: “I profeti si ergevano con indignazione e dolore contro il culto di Baal e di Bélit, mentre si trattava di una religione a struttura cosmica di grandezza immensa. Era la manifestazione della sacralità del mondo, attraverso una dea, attraverso la ierogamia o attraverso l’orgia. Queste esperienze religiose furono svalutate dal monoteismo mosaico e soprattutto dai profeti”, del resto l’accusa mossa da Marx e Feuerbach “quand’anche fosse vera, potrebbe essere applicata solo alle tarde forme di religiosità come quelle dell’India post-vedica e del giudeo-cristianesimo – cioè a religioni in cui l’elemento dell’ultra mondanità ha una grande importanza. L’alienazione e l’estraniamento dell’uomo dalla terra, sono sconosciuti e per di più inconcepibili in tutte le religioni di tipo cosmico, sia ‘primitivo’ che orientale; in questo caso (vale a dire nella maggioranza delle religioni note alla storia), la vita religiosa consiste proprio nell’esaltare la solidarietà dell’uomo con la vita e con la natura”, di conseguenza “Per me il ‘terrore della storia’ è l’esperienza di un uomo che non è più religioso, che non ha quindi più alcuna speranza di trovare un significato ultimo al dramma storico e che deve subire i crimini della storia senza capirne il senso”, era questa la sua paura, la paura di un uomo non fosse più un “Homo religiosus”, che perdesse le proprie origini, il contatto con la Natura.

Invece in una lettera del 26 settembre 1949, Guénon sosteneva di aver scritto recensioni sui testi di Eliade, “d’altronde egli mi invia i suoi libri” scriveva e aggiungeva “Egli è quasi interamente d’accordo, nel fondo, con le idee tradizionali, ma non osa mostrarlo troppo in ciò che scrive, perché teme di urtare le concezioni ammesse ufficialmente; ciò produce una mescolanza abbastanza spiacevole […] Speriamo, pertanto, che alcuni ‘incoraggiamenti’ possano contribuire a renderlo meno timido”. Guénon non saprà mai se Eliade diventò in seguito meno “timido”, perché morì il 7 gennaio 1951.
 
(considerazioni ed estrapolazioni da “Eliade e Guénon”, uno scritto di Enrico Montanari, titolare della Cattedra di Storia delle Religioni alla Sapienza di Roma)