lunedì 13 luglio 2026

La "RUMENIA" del 1930, in una cartina del 1940 in mio possesso.

LA "RUMENIA" DEL 1930, IN UNA CARTINA DEL 1940 IN MIO POSSESSO.

Nicholaus Olachus (Valachus): “Quelle sono le stirpi più famose e fra esse c’è quella dei vostri antenati, i Romeni. Noi tutti sappiamo che i vostri parenti discendono dai Romani, i signori del mondo, ecco perché sono chiamati Romeni. E il popolo della vostra stirpe ha resistito a cagione del loro valore, e vi sono tra di loro famosi condottieri come Giovanni Corvino di Hunedoara e re Matthia”.
 
Mircea Eliade: “Ebbe luogo un ritmo segreto nella storia dei Daci e dei loro discendenti, i Romeni, nelle epoche più remote: due poli, l’Occidente latino e l’Oriente ellenizzato, si alternano nell’influenzare la formazione e il destino di questo popolo. Nel caso dei Villanoviani dell’età preistorica, fu l’Italia ad essere presente in Dacia; nel caso dei Greci del VII sec. a.C., fu il vicino Oriente a diventare un centro di irradiazione culturale; con Traiano, la Dacia fu assimilata dall’impero romano e dalla cultura italiana per sempre. I barbari cambiarono di nuovo il suo orientamento, con Bisanzio che diventa un centro di influenza per tutto il Medioevo. Infine, agli inizi del XVIII secolo, l’Occidente latino sarebbe tornato ad essere di nuovo un punto d’attrazione e una feconda fonte di influenze per la vita politica e spirituale del popolo romeno”.