martedì 7 luglio 2026

Il Muro di menzogne del PCI

IL MURO DI MENZOGNE DEL PCI

Il 13 agosto 1961 iniziarono i lavori per il MURO DI BERLINO; lavori voluti dal regime comunista della Germania dell'Est e perciò da Mosca. 

Il giorno dopo "l'Unità", "organo del Partito Comunista Italiano", apriva con questi titoli: "Misure di sicurezza della RDT ai confini con Berlino Ovest. Si tratta dei controlli che ogni Stato sovrano applica alle proprie frontiere". 

Il 15 agosto lo stesso quotidiano apriva con quest'altro titolo: "Da 48 ore le frontiere della R.D.T. funzionano normalmente a Berlino", l'ennesima stravolgimento della realtà per non dire che i berlinesi erano stati ormai bloccati e non potevano  più permettersi di andare ad Occidente, del resto il numero sempre più crescente di persone che abbandonavano i Paesi del Patto di Varsavia, per spostarsi ad ovest, si faceva sempre più preoccupante per i governanti e per la tenuta del socialismo reale, che rischiava fragorosamente di collassare per le  inevitabili fughe di massa.

Enrico Berlinguer, segretario del PCI, in visita a Berlino Est nel 1973, parlò soltanto di "fraterna e stretta collaborazione" tra i due partiti comunisti, quello italiano e quello della Germania Est. Nient'altro.

In definitva anche il PCI avallò la folle tesi di un ANTIFASCHISTISCHER SCHUTZWALL, ovverosia di un "bastione difensivo antifascista", costruito contro le fantomatiche penetrazioni di fascisti nelle nazioni agli ordini del Cremlino.