mercoledì 30 settembre 2026

Mircea Eliade (di Carlo Sburlati)

 
MIRCEA ELIADE (di Carlo Sburlati)

-(Pubblicato su: La Civetta di Minerva – Supplemento Sardegna, anno III, n.27, settembre 2026, pagina 26)

Mircea Eliade (Bucarest 1907, Chicago 1986)

Sicuramente il più noto in tutto il mondo tra i simpatizzanti legionari è Mircea Eliade, nato nel 1907, il più accreditato e prestigioso storico delle religioni del XX secolo, oltre che antropologo, filosofo, romanziere e poeta.
Oltreché in rumeno, scrive e parla correntemente in francese, tedesco, italiano, inglese, ebraico, persiano e sanscrito.

Soggiorna in Italia nel 1927 e 1928, ammirando le realizzazioni sociali, architettoniche e culturali del fascismo. È influenzato dalla figura di Papini e diverrà amico in India del celebre orientalista Giuseppe Tucci, «l'esploratore del Duce». Nel 1938 incontra a Bucarest Julius Evola, con cui intratterrà nel dopoguerra una lunga e fitta corrispondenza.

I suoi articoli e saggi, molteplici, innovativi, documentati e penetranti contribuiranno a forgiare l'assetto teorico-ideale della Guardia di Ferro.

È incarcerato con Codreanu, Nae Ionesco e molti altri capi legionari nel 1938, dopo il colpo di stato di Carol II.

Con la deposizione e l'esilio del sovrano, Mircea Eliade nel 1940 è a Londra come funzionario diplomatico del suo paese. Viene attenzionato dai servizi segreti inglesi che lo definiscono, in una nota del Foreign Office, «il più nazista della legazione rumena».

Nel 1942, impegnato nella Legazione rumena di Lisbona, difende invano la sua scelta di pubblicare «Salazar e la rivoluzione portoghese», benevolo e lusinghiero nei confronti del regime corporativo di Salazar.

Questo il commento di Mircea Eliade, nel suo Diario, sull'8 settembre italiano: «La loro uscita dalla guerra è stata vergognosa, come l'entrata».

Sullo scempio di Piazzale Loreto dell'aprile 1945: «L'ultima briciola di stima per il popolo italiano è scomparsa. Popolo di servi, di traditori e di ruffiani». 

Definisce i comunisti «gli assassini rossi, che operano in grande scala, per milioni di massacrati, gli assassini rossi che erano attesi come liberatori».

Nel 1949 il tentativo di inserire due opere fondamentali di Mircea Eliade, «Trattato di storia delle religioni» e «Tecniche dello yoga», nella collezione viola della Einaudi scatena aspre reprimende e furiosi attacchi dei marxisti, che avversano le sue supposte simpatie reazionarie e filofasciste. Cesare Pavese, curatore della collana, finché è in vita difende invano la sua scelta di pubblicare queste due opere. Sarà solo dopo la sua morte che, nel 1952 e 1954, Einaudi pubblicherà questi testi penetranti e significativi della cultura filosofica e religiosa del Novecento, al termine di una meschina querelle fra intellettuali delle varie scuderie marxiste.

Mircea Eliade, dopo lunghi soggiorni in Francia ed in altri paesi europei, trasferitosi definitivamente con la famiglia negli Stati Uniti, sarà dal 1957 prestigiosissimo professore di storia delle religioni nell'ateneo di Chicago.

Ammirato ed apprezzato da Carl Gustav Jung ed Henry Corbin, Eliade dal 1950 è invitato a tenere relazioni ai celebri incontri multidisciplinari Eranos di Ascona in Svizzera, a cui partecipano anche gli italiani Raffaele Petazzoni e Giuseppe Tucci.

Dal 1960, insieme ad Ernst Jünger, dirigerà la rivista internazionale Antaios, a cui collaboreranno dall'Italia Julius Evola, Ernesto De Martino ed altri grandi pensatori