“Le grandi immagini ‘primordiali’, come Jacob Burckhardt le ha giustamente definite una volta, i poteri ereditari, dell’imaginazione umana, che esistono da tempo immemore, sono presenti in ogni individuo, oltre i suoi ricordi personali.
Questa eredità spiega il fenomeno davvero sorprendente di certi temi, provenienti da miti e leggende, che si ripetono […]
Spiega anche perché i malati di mente sono in grado di riprodurre esattamente le stesse immagini e associazioni che noi conosciamo dai testi antichi.
Le immagini primordiali sono le più antiche, le più universali ‘ forme di pensiero’ dell’umanità. Sono tanto sentimenti quanto pensieri, di fatto, vivono di vita propria”
(Carl Gustav Jung, “Due testi di psicologia analitica” 1928)
