Questa è la lettera che un grande Accademico, il quale ho l'onore di conoscere da anni, mi ha inviato dopo aver letto il mio articolo sul conformismo cloroformizzato di ogni 25 aprile (uscito nel n. di giugno del periodico "L'Ultima Crociata" e qua sotto riportato). Disamina la sua, sulla "Liberazione" e sul lungo post - "Liberazione", chiaramente da leggere. Una breve ed ineccepibile Lezione:
"no, nessuna critica, condivido pienamente (e apprezzo lo stile brillante). La vulgata sul 25 aprile è una mistificazione sostenuta o dall'ignoranza della storia o dalla malafede politica.
Ma funziona, da Togliatti al "fascismo eterno" di Eco, oggi poi con le ridicole esibizioni dei professionisti dei media che, circondati da applausi e con lauti compensi, sfidano coraggiosamente il "fascista" di turno, da Berlusconi a Salvini.
Tra l'altro, è un'offesa alla storia, perché ignora volutamente e dolosamente tutto: la resistenza vera, democratica, anticomunista (molto minoritaria, ma c'è stata), le finalità antidemocratiche delle formazioni comuniste, spesso con crimini che poi continuano con "il sangue dei vinti" e soprattutto ciò che ha portato davvero alla liberazione, cioè le armate alleate.
Ha funzionato anche sul piano storiografico: solo dopo il 1991 (non a caso!), partendo dal libro di Claudio Pavone, ha iniziato lentamente a cedere l'anatema contro chiunque osasse parlare di "guerra civile". Solo qui inizia poi il nostro dissenso: per me alleanza atlantica, per lei presumo antiamericanismo anche su questo (non "liberazione", ma imperialismo/capitalismo USA, etc).
Un cordiale ricordo".


