DANTE. LA VITA IL PENSIERO LE OPERE
Ci sono italiani che non hanno intenzione di comprenderlo e spesso son gli stessi che accusano gli altri di non capire e di non sapere.
"Così dal «De Vulgari Eloquentia» al «De Monarchia» Dante costruisce un'idea nazionale politico - linguistica unitaria.
L'Italia nacque ben prima del suo tutto sommato recente atto costitutivo e Dante non fece altro che sintetizzare questa Idea anche a lui precedente, espressa perfino da Virgilio nella sua 'Eineide': "Italiam primus conclamat Achates, Italiam laeto socii clamore salutant" ("Italia per primo grida Acate, l'Italia salutano i compagni con lieto clamore"):
"Così dal «De Vulgari Eloquentia» al «De Monarchia» Dante costruisce un'idea nazionale politico - linguistica unitaria.
È vero che nel contesto dell'Impero romano - germanico l'Italia perde la sua autonomia politica: tanto sul soglio pontificio quanto sul trono imperiale possono salire papi e imperatori di nazionalità non italiana.
Roma però mantiene le sue prerogative di capitale storica e perenne, sia della cristianità sia dell'impero. L'Italia è pur sempre «'l giardin dello 'mperio» (Purg. VI, 105). Nel «De Vulgari Eloquentia» Dante indica addirittura i confini dell'Italia, definisce l'unità e l'individualità della «curia», cioè del popolo, e della sua lingua.
Anche la cultura, organizzata in termini universalistici e a latitudine essa pure romano - germanica, elude una qualsiasi individuazione nazionale.
Tuttavia l'unità linguistica e la nobilissima difesa del volgare nel «Convivio» comportano se non altro l'individuazione appunto linguistica della cultura a livello nazionale.
Del resto la condanna dantesca del potere temporale della Chiesa presupponeva anche l'integrità italiana a livello territoriale".
