(Intima ed irregolare rubrica Libraria)
NON SOLO LA "CIOCIARA" - VIOLENZA DI GUERRA SULLE DONNE DALLA SICILIA ALLA CAMPANIA, DAL LAZIO ALLA TOSCANA
“«quotidianamente, in qualunque ora del giorno della notte» avvengono «violazioni carnali, ferimenti e assassini, rapine e saccheggi. Molto frequenti erano stati i casi di ragazze giovanissime deflorate e violentate successivamente da interi gruppi di soldati in preda a furia sadica», mentre «molte donne sono state trovate cadavere a seguito delle violenze patite.
Molto spesso tali atrocità sono state commesse in presenza dei famigliari, ridotti prima all'impotenza» […] confermando che «i genitori i fratelli, i mariti» sono costretti «ad assistere allo scempio effettuato» e sovente vengono «uccisi, feriti o malmenati per la resistenza fatta o la difesa esercitata allo scopo di impedire le violenze carnali»”.
Ci stanno Storie e storie.
Ci sono quelle con la 'S' maiuscola che si debbono raccontare per forza e sempre, altre con la 's' minuscola che non possono e non debbono esser riferite altrimenti chi si prende la briga di farlo rischia con troppa facilità di essere bollato come 'revisionista' nel migliore dei casi.
Negli ultimi anni dovremmo ringraziare tutti, trasversalmente, Silvano Olmi e soprattutto Emiliano Ciotti - presidente dell'Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate - per il costante impegno profuso nella ricerca di quello che finora non è stato cercato, ma purtroppo ciò non avviene, anzi quel che accade è proprio il contrario: da una parte si prova a far cadere nel dimenticatoio le nuove scoperte o riscoperte alle quali si cerca di dare faticosamente una maggiore eco, dall'altra si scivola in accuse insensate, irreali, in insulti di becera natura politica e autolesionista.
Il 14 luglio 1943, il capitano John Travers Compton fece fucilare 36 soldati italiani e 4 tedeschi che si erano arresi.
Guarda caso fu prosciolto dalle accuse e si poté permettere di vivere una normale vita negli anni seguenti; altri addirittura fecero altrettanto e di peggio, e poi fu data loro la possibilità di far carriera nell'esercito anglo – americano.
Decine e decine le stragi perpetrate dai nostri 'liberatori', spesso strafatti di alcol e benzedrina, carneficine rimaste impunite e che videro un numero di vittime che poteva variare dal singolo individuo catturato e fucilato fino ad arrivare a 50, 60 persone massacrate tutte assieme.
Ma di questi stermini NON si parla, NON si può, NON si deve.
Il libro però è soprattutto incentrato su quelle vergognose e cosiddette 'marocchinate', sulle malefatte che non ebbero pari malvagità durante il secondo conflitto mondiale, sulle efferatezze portate a termine dalle truppe africane al seguito dell'esercito francese nella risalita lungo la penisola: stupri di massa verso donne di tutte le età, ultrassettantenni e bambine, che provocarono gravissimi focolai di infezioni - neanche gli uomini adulti e i fanciulli si salvarono dalle atroci violenze carnali - e poi ancora furti, assassini per i più disparati motivi, molestie, risse, il terrore come metodo di intimidazione e di vendetta, una responsabilità non solo dovuta a chi quegli atti ignobili li commise ma anche a chi li tollerò o non fece abbastanza per evitarli e qui le colpe arrivano su s fino ai compiacenti alti Comandi francesi.
Sempre loro: i 'liberatori'.
Sembrerà blasfemo affermarlo ma è così, in molti posti d'Italia la popolazione rimpianse la fuga dei temuti tedeschi che vennero sostituiti da belve assetate di tutto e che ebbero il precipuo mandato di fare del male su tutti, inclusi specialmente gli innocenti.
Questi barbari avvenimenti sono un pugno nello stomaco, provocano una profonda umiliazione almeno a chi ancora ha un po' di amor proprio e un pizzico di dignità. No!
Queste non sono solo le conseguenze tristi della guerra, come ancora in troppi vorrebbero farci credere.
Di ferocia ce n'è stata in abbondanza al di qua e al di là del fronte solo che se gli autori dei misfatti sono stati coloro che appartenevano alla 'parte perdente' allora tutto ciò non fa altro che gonfiare l'incontestabile concetto di 'parte sbagliata', mentre a coloro che hanno scelto la 'parte giusta', quella vittoriosa, quella della 'Liberazione', non solo fu tutto concesso al momento del compimento dei crimini ma pure successivamente e purtroppo ancora tutt'oggi in sede storica e quindi politica.
I migliaia di migliaia di drammi privati, umani, familiari produssero incommensurabili dolori e disagi eppure i numeri delle atrocità sono spaventosi e possono essere solo indicativi poiché tante persone per la vergogna preferirono rimanere in silenzio, alcune di esse per sempre... suicidandosi.
Ma fa lo stesso perché quei morti e quelle persone che hanno perso la vita, l'innocenza, la loro normalità, i piccoli quanto indispensabili beni, vengono tuttora messi a tacere.
Quei morti NON devono esistere, quelle vittime NON devono avere voce in capitolo.
Qualcosa che non va ci sta e sarebbe ora che un altro bel po' di persone un bell'esame di coscienza se lo facessero e allo stesso modo bisognerebbe riprendere in esame i fin troppi monumenti esecrabili, eretti in onore proprio di queste truppe in molte città e paesini e tuttora in piedi.
