"Fu così creato un gruppo speciale di propagandisti che si chiamava 'La Squadra della Morte'. Comprendeva uomini che, volontariamente, si erano offerti a Codreanu per morire per lui, la Legione e la Romania. Questi uomini andavano in camion di villaggio in villaggio cantando inni patriottici o canti Legionari. Avevano anche il loro proprio inno. Il lettore giudicherà lui stesso, dalle poche strofe seguenti, lo spirito magnifico che animava questa truppa d'elite:
Noi siamo la Squadra della Morte.
Scendiamo dalla Moldavia.
Abbiamo gettato i dadi della Sorte.
O vincere, o perdere la vita!
Nel paese, lo sconforto è grande,
Poiché lo straniero comanda come un padrone,
E il Romeno nella propria casa
Non è che un mendicante in soggezione.
E per questo da oggi
Noi cominciamo la Grande lotta,
Per cacciare fuori dalla Patria i banditi,
E ripulirla da cima a fondo.
In fila con il Capitano,
Con gioia accoglieremo tutte le pene,
Sopra i cadaveri dei tiranni,
Costruiremo un paese nuovo.
Le nostre labbra sorridono.
La Morte? La guarderemo in faccia.
Noi siamo la Squadra della Morte.
O vinceremo, o moriremo!"
AA.VV., "I fascismi sconosciuti" (Défense de l'Occident, 1969) a cura di Maurice Bardèche
