Ex Libris di Flavio Costantino
In foto proprio la prima edizione del testo di Evola e la ristampa delle Edizioni di Ar del 1994; di seguito 3 estratti dal mio saggio "RAZZISMO E FASCISMO" Vol. I (Solfanelli 2017).
'Non è forse privo d’interesse anche storico il fatto che Sintesi di dottrina della razza ottenne un aperto riconoscimento personale da parte di Mussolini. Avendo letto il libro, egli mi fece chiamare e lo elogiò perfino al disopra del suo reale valore, dicendomi che proprio di una dottrina del genere egli aveva bisogno. Essa gli dava il modo di considerare problemi analoghi a quelli affrontati dalla Germania, e quindi di 'allinearsi', mantenendo però un atteggiamento indipendente, facendo valere quell’orientamento spirituale, quel primato dello spirito, che esulava da gran parte dal razzismo tedesco. In particolare, la teoria della razza ario-romana e il corrispondente mito potevano integrare l’idea romana proposta, in genere, dal fascismo, nonché dare una base all’intenzione di Mussolini di rettificare e innalzare, con la sua “rivoluzione” e col suo Stato, il tipo medio dell’Italiano e di enucleare da esso un uomo nuovo [...] A Mussolini, con una certa soddisfazione, non poteva non interessare pure quest’altro passo tratto dalla 'Sintesi di dottrina della razza', in cui vengono usate le teorie più in voga nella Germania dell’epoca, proprio per smontare le pretese di purezza, o di minore contaminazione razziale del popolo tedesco: «Nei riguardi della razza del corpo, ad esempio, la “razza tedesca” ha ben poco più da vantarsi, oggi, di fronte a quella ario-mediterranea, perché è fin troppa nota la diffusione che in essa ha la brachicefalia e il grado di miscuglio dell’elemento nordico con quello dell’“uomo dell’Est” e dell’uomo baltico-orientale, considerati, entrambi, tutt’altro che come superiori: a parte gli Ebrei, almeno sei razze, a riconoscimento esplicito dei razzisti più ortodossi, entrano a far parte della 'razza tedesca' e la diversità fra il Bavarese e il Prussiano, il Renano e il Sassone o il Tirolese, non sono minori di quelle di vari ceppi della “razza italiana» [...] Evola era stato scelto anche per i suoi trascorsi polemici con gli esponenti del razzismo nazista e in particolare per quelli avuti con Alfred Rosenberg, ma anche per gli scontri verbali avuti con gli antisemiti e i razzisti materialisti come G. Landra e T. Interlandi. Con quel ricevimento, si può dire che fu investito in via ufficiosa a rappresentare la indipendente via del razzismo fascista affinché Mussolini potesse tracciare una linea di demarcazione più netta nei confronti del razzismo nazista. Difatti Mussolini in persona autorizzò la modificazione del titolo originale dell’opera di Evola in 'Sintesi di dottrina fascista della razza' proprio per l’edizione tedesca".
N.B. nei commenti parte delle immagini che sono nell'inserto fotografico del saggio di Evola, immagini che sono state fedelmente riproposte anche nella riedizione del 1994.




















