VAE VICTIS!
Ovvero il vademecum di chi ha perso ma che non si sente uno sconfitto e che è sempre pronto a tornare a vincere
"«È questa la regione, è questo il suolo e il clima», disse allora l'Arcangelo perduto, «è questa sede che abbiamo guadagnato contro il cielo, questo dolente buio contro la luce celestiale?
Ebbene, sia pure così se ora colui che è sovrano può dire e decidere che cosa sia il giusto; e più lontani siamo da lui e meglio è, da lui che ci uguagliava per ragione e che la forza ha ormai reso supremo sopra i suoi uguali.
Addio, campi felici, dove la gioia regna eternamente!
E a voi salute, orrori, mondo infernale; e tu, profondissimo inferno, ricevi il nuovo possidente: uno che tempi o luoghi mai potranno mutare la sua mente: la mente è il proprio luogo, e può in sé fare un cielo dell'inferno, un inferno del cielo.
Che cosa importa dove, se rimango me stesso; e che altro dovrei essere allora se non tutto, e inferiore soltanto a lui che il tuono ha reso il più potente?
Qui almeno saremo liberi; poiché l'Altissimo non ha edificato questo luogo per poi dovercelo anche invidiare, non ne saremo cacciati: vi regneremo sicuri, e a mio giudizio regnare è una degna ambizione, anche sopra l'inferno: meglio regnare all'inferno che servire in cielo.
Quindi perché lasciare gli amici fedeli gli alleati e i partecipi di questa nostra perdita, giacere così attoniti sull'acque immemoriali, e non chiamarli con noi a condividere la loro sorte in questa dimora infelice, o a tentare con noi nuovamente, riprese le armi, ciò che ancora può essere riconquistato in cielo, o ciò che ancora di più può essere perduto nell'inferno?»
