(Intima ed irregolare rubrica Libraria)
Alcuni traumi sessuali infantili, rapporti d'amore da adulta mai chiariti, i sintomi di una isteria. Mishima si misura con una storia scabrosa, presentata al lettore come realmente accaduta, e lo fa con uno stile letterario insolito per lui: lineare, diretto, immediato.
La protagonista nella sua frigidità e nella accentuata sua trasfigurazione angelico – demonica tipicamente femminile, al contempo vittima e carnefice, vive una vita apparentemente normale ma che invece è fatta di associazioni di idee assurde, immaginazioni diaboliche, volontà di vendetta nei confronti del genere maschile e il disperato bisogno di essere ascoltata ed aiutata pur rifiutandolo.
Tutto ebbe origine quando da ragazza “cominciai a convincermi che tutto quello che riguardava il sesso non faceva che abbrutire le persone”.
Da parte di chi indaga nei meandri delle menti disturbate sintomatiche e delle tantissime asintomatiche (“noi psicanalisti entriamo in contatto con le reminiscenze dell'umanità”), le costatazioni esperienziali di partenza non possono che essere queste:
- “il mondo della sessualità umana è infinito e complesso. Nel mondo del sesso non c'è un'unica felicità per tutti”;
- “i pazienti dicono tutti le bugie. È perché soffrono per le loro bugie che vengono qui. Più le bugie sono raffinate, più la malattia è grave”;
- “La mente umana è davvero strana, nonostante sia animata da contrasti estremi, essa ricerca sempre un ordine rigoroso. Se non ci fosse il desiderio di questo ordine, non ci sarebbero neanche i conflitti che nascono da esso, e di conseguenza non ci sarebbe neanche la nevrosi”.
Ci sono due punti interessanti che emergono in questa narrazione semplice quanto complessa.
Il primo riguarda la degenerazione della modernità e le conseguenti nuove malattie tutte legate alla psiche e al sistema nervoso:
“La nevrosi si diffonde sempre di più fra i giovani e di recente cominciano a venire allo studio anche ragazzi che in apparenza scoppiano di salute […] Il proverbio 'Mente sana in corpo sano'” in realtà è riportato in maniera errata; nel verso originale del poeta dell'antica Roma, Giovenale, 'Voglio una mente sana in un corpo sano', è presente un aspetto volitivo dal significato quanto mai profondo”.
L'altro riguarda la gigantesca frattura generazionale, il punto di rottura tra la realtà di ieri e quella di oggi:
“Oggi viviamo in pieno clima di democrazia e si rispettano sempre le idee dei figli, ma una persona a vent'anni, anche se è maggiorenne, non sa ancora niente della vita e della società. Se fossero i genitori a decidere con saggezza del loro avvenire, dopotutto sarebbero i figli a vivere felici. Una volta, benché tante ragazze si sposassero senza neanche aver visto il volto dello sposo, i matrimoni erano quasi sempre felici”.
“Musica” uscì nel 1965. Cinque anni dopo Mishima si suicidò. Era il 25 novembre 1970, il suo estremo atto pubblico rappresenta l'ultima vera rivolta contro il mondo moderno e le sue deviazioni. Calò il sipario... il nichilismo irreversibilmente prese il sopravvento su tutto e su tutti noi.
