La campagna razzista in Italia era stata avviata, benchè in sordina.
In foto l'edizione originale del 1937 del saggio di Mario Bendiscioli.
Di seguito, in proposito, si riporta un breve estratto del mio saggio "RAZZISMO E FASCISMO VOL. I (Solfanelli 2017):
"Accuse proseguite fino al secolo XX, basti ricordare che oltre a Padre Agostino Gemelli, in Italia, si dettero da fare in questo senso altri uomini di accertata fede cattolica, tra cui l’intellettuale Mario Bendiscioli traduttore di opere di un altro intellettuale cattolico: l’inglese Hilaire Belloc, il quale sosteneva l’impossibilità di una assimilazione tra ebrei e non ebrei in Europa e che quindi era favorevole ad una separazione sorretta da un preciso impianto legislativo. Bendiscioli comunque contrario al razzismo biologico tedesco, di Belloc, tradusse prima 'L’anima cattolica dell’Europa' nel 1927; nel 1934, con 'Vita e pensiero', la casa editrice proprio di Padre Agostino Gemelli, e con lo pseudonimo di A. Marioli, fece uscire 'Gli ebrei'. Nel 1937 però il suo 'Neopaganesimo razzista' fu chiaramente un attacco critico a trecentosessanta gradi al razzismo germanico".
