venerdì 30 ottobre 2026

I "Protocolli" dei "Savi Anziani" di Sion (1938)

I "PROTOCOLLI" DEI "SAVI ANZIANI" DI SION (1938)

EX LIBRIS DI FLAVIO COSTANTINO 
(Libri direttamente dalla mia Biblioteca personale)

L'edizione in mio possesso e in foto è quella del 1938 (per la precisione è la "Terza edizione  260-350 migliaio" sempre dello stesso anno, a riprova di quanto successo ebbe questo libro). A riguardo, di seguito, due passaggi estratti dal mio saggio RAZZISMO E FASCISMO VOL. I (Solfanelli 2017) sotto anche la prefazione di Giovanni Preziosi:

1) Assodato e ormai largamente accettato che I Protocolli siano un falso letterario (S. Romano, I  falsi “Protocolli”. Il “complotto ebraico” dalla Russia di Nicola II ai giorni nostri, Tea, Varese, 1995) è importante far risaltare che, sebbene siano stati fondamentali per la divulgazione dell’antisemitismo in  Europa a  partire dal 1919 specialmente, e nel mondo, non tutti gli antisemiti hanno sempre creduto all’autenticità di questi, ma alla veridicità dei contenuti che avrebbero, secondo loro, anticipato, molti anni prima, gli sconvolgimenti e i fatti del XX sec., causati da una rete internazionale ebraica che lavorava instancabilmente e con l’inganno per un governo mondiale d’Israele o per meglio dire di un mondo modernamente condizionato dalla mentalità ebraica antica e odierna (vedi ad es. l’introduzione di Evola a I “Protocolli” dei “Savi Anziani di Sion” nella versione italiana di G. Preziosi del 1938 (“La Vita Italiana”, Roma 1938). Fatto sta che i Protocolli rimangono il testo di punta della teoria del complotto mondiale per gli antisemiti (si veda Una teoria cospirazionista della storia: i “Protocolli dei Savi di Sion” di F. Cassata in Razzismo, antisemitismo, negazionismo a cura di Giovanna D’Amico, cit. Per un quadro puntuale sull’antisemitismo zarista, con alcune ipotesi differenti sull’origine dei Protocolli e con il commento di altri documenti risalenti agli inizi del Novecento russo vedere: C.G. De Michelis, La giudeofobia in Russia. Dal libro del “kahal” ai Protocolli dei savi di Sion, Bollati Boringhieri, Torino 2001. Altrettanto interessante è il libro di L. Rapoport, La guerra di Stalin contro gli ebrei, Rizzoli, Milano 1991, che parte dai pogrom zaristi, passa per quello di Stalin fino ad arrivare a quello ancora resistente nell’era Gorbaciov; epoche e uomini completamente differenti legati tra di loro dal classico dei classici dell’antisemitismo, appunto I Protocolli dei Savi Anziani di Sion.
 
2) Preziosi era per un antigiudaismo antimassonico e contro l’alta finanza internazionale ebraica; diresse fino al ’29 il “Mezzogiorno” e “Roma”, ma soprattutto fondò e diresse fino al 1943, la rivista “La Vita italiana” alla quale collaborò Evola con in tutto 135 articoli, tradusse e fece pubblicare nel 1921 I Protocolli dei “Savi Anziani” di Sion — testo che gli fu precedentemente segnalato dall’economista Maffeo Pantaleoni, suo collaboratore a “La Vita Italiana” — fino all’edizione del ’38 dove aggiunse in appendice il famoso Elenco per cognomi di 9800 famiglie di Ebrei, ma altre edizioni furono da lui curate fino al 1945. Si suicidò negli ultimi giorni della RSI.

Di seguito le tre pagine dell'indice; le foto sono state scattate su una anastatica, sempre in mio possesso, perchè meglio visibili. L'anastatica è stata ormai stampata qualche anno fa.