venerdì 19 settembre 2025

A PIEDE LIBRO n. 16 - Dante. La vita il pensiero le opere - Ettore Mazzali

A PIEDE LIBRO n. 16
(Intima ed irregolare rubrica Libraria)

DANTE. LA VITA IL PENSIERO LE OPERE 

Ci sono italiani che non hanno intenzione di comprenderlo e spesso son gli stessi che accusano gli altri di non capire e di non sapere. 

L'Italia nacque ben prima del suo tutto sommato recente atto costitutivo e Dante non fece altro che sintetizzare questa Idea anche a lui precedente, espressa perfino da Virgilio nella sua 'Eineide': "Italiam primus conclamat Achates, Italiam laeto socii clamore salutant" ("Italia per primo grida Acate, l'Italia salutano i compagni con lieto clamore"):

"Così dal «De Vulgari Eloquentia» al «De Monarchia» Dante costruisce un'idea nazionale politico - linguistica unitaria.

È vero che nel contesto dell'Impero romano - germanico l'Italia perde la sua autonomia politica: tanto sul soglio pontificio quanto sul trono imperiale possono salire papi e imperatori di nazionalità non italiana. 

Roma però mantiene le sue prerogative di capitale storica e perenne, sia della cristianità sia dell'impero. L'Italia è pur sempre «'l giardin dello 'mperio» (Purg. VI, 105). Nel «De Vulgari Eloquentia» Dante indica addirittura i confini dell'Italia, definisce l'unità e l'individualità della «curia», cioè del popolo, e della sua lingua. 

Anche la cultura, organizzata in termini universalistici e a latitudine essa pure romano - germanica, elude una qualsiasi individuazione nazionale. 

Tuttavia l'unità linguistica e la nobilissima difesa del volgare nel «Convivio» comportano se non altro l'individuazione appunto linguistica della cultura a livello nazionale. 

Del resto la condanna dantesca del potere temporale della Chiesa presupponeva anche l'integrità italiana a livello territoriale".